Le vetture dei grandi raid in mostra al Museo dell’Automobile

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Moncenisio Porsche di Alfredo Stola

Tutti i musei conservano una parte della nostra Storia: dell’arte, della musica, della moda, della cultura, dell’automobile. Quest’ultima –proprio per la funzione per la quale è stata creata e sviluppata – consente di viaggiare: per cui la Storia dell’automobile si intreccia con quella dei viaggi nei vari Paesi del mondo, ciascuno caratterizzato da culture, tradizioni, costumi, cibi anche molto differenti tra di loro. Il Museo dell’Automobile di Torino ha pensato di realizzare una mostra per raccontare i viaggi con l’automobile e gli incontri e le esperienze di relazione che ne derivano. E’ nata così Modus vivendi. Trame di viaggio che resterà aperta al pubblico fino a domenica 27 settembre 2015 con esposizione di veicoli (moto, camion, auto) che hanno compiuto viaggi incredibili e irripetibili. Ogni vettura racconta una storia emozionante, un viaggio alla scoperta di mondi e culture distanti e differenti attraverso il modus vivendi di ogni singolo Paese, attraverso gli usi e i costumi, i cibi, le mode, i colori.

itala

I percorsi che le vetture hanno compiuto (in un arco di tempo che va dal 1907 – anno in cui la mitica Itala, vinse in soli 60 giorni il raid Pechino-Parigi – ai giorni nostri) si intrecciano in una gigantografia di un mondo profondamente cambiato, che oggi renderebbe impossibile la percorrenza della maggior parte degli itinerari raccontati.

 

Le vetture esposte che raccontano questo incredibile mondo sono le più differenti. La Land Rover Aziza 3 109 seconda serie, a benzina, con la quale il grande fotoreporter Nino Cirani attraversò, nel 1968, il continente americano dall’Alaska alla Terra del Fuoco percorrendo 102.000 km in 326 giorni attraverso 18 Paesi. In quel viaggio (il più lungo raid automobilistico effettuato fino ad allora) l’Aziza di Cirani salì fino ai 5.000 metri del Cerro Rico nelle Ande boliviane.

Fiat Campagnola Una delle due Fiat Campagnola che nel 1951 ha preso parte al Raid Algeri – Cape Town e ritorno percorrendo 15.000 km e stabilendo il record di percorrenza del Sahara per una vettura con rimorchio: questo serviva per il trasporto, tra le altre cose, del materiale per le riprese fotografiche; le due vetture impegnate nel raid erano di serie, modificate nella carrozzeria. La Jeep Willys MB in mostra, una delle oltre 640.000 Jeep costruite durante la Seconda Guerra Mondiale, fu consegnata all’US Army circa un mese prima dello sbarco americano in Sicilia. La “Otto” di Gunther Holtorf è la  Mercedes 300 GD del 1988 con cui Gunther ha attraversato 215 Paesi, in 26 anni, percorrendo circa 900.000 km: la vettura resterà esposta al Museo dell’Automobile soltanto sino a 7 giugno. L’Alfa Romeo 6C 2500 Sport che nel 1950, con Felice Bonetto e Bruno Bonini, ha partecipato alla Carrera Panamericana, corsa internazionale che si sviluppava su un pericoloso percorso di 3.000 km sull’intero territorio messicano, classificandosi all’ottavo posto assoluto. La Lancia Fulvia 1300 coupé del 1971 che ha partecipato nel 2013 alla 5° edizione rievocativa della Pechino – Parigi. Sono esposte due Ferrari 612 Scaglietti: una protagonista del tour China Ferrari 15.000 Red Miles del 2005, l’altra nel 2008 ha affrontato un viaggio di oltre 13.000 km attraverso il subcontinente indiano, il Magic India Discovery. La Moncenisio Porsche Cayman S Tipo 981 di Alfredo Stola, che lo scorso gennaio ha compiuto l’incredibile percorso dell’Arctic Experience sul Circolo Polare Artico: andata e ritorno da Rovaniemi a Nordkapp in 4 giorni. La PanDakar protagonista per svariate edizioni della Dakar, una delle gare più difficili al mondo. Ci sono due moto Guzzi Stelvio 1200 NTX che hanno percorso in soli 31 giorni 20.500 km attraversando 9 Stati, partendo da Mandello del Lario per arrivare a Ulan Bator, capitale della Mongolia. La Lambretta D che, tra il 1956 e il 1959, fece il giro del mondo guidata da Cesare Battaglini in un viaggio di  160.000 km; per realizzare l’impresa furono applicati dalla Innocenti due serbatoi, un filtro dell’aria maggiorato e fu realizzata una specifica messa a punto del motore.

La galleria delle immagini Fiat PanDakar della mostra è stata realizzata da Okfoto.it

 

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