Pandaraid 2026, tappa 3 – Merzouga mette alla prova uomini e mezzi: sabbia e dune decisive
Merzouga, 15 aprile 2026 — È qui che il Pandaraid alza davvero il livello. La terza tappa si conferma la più selettiva dell’edizione 2026: un mix spietato di velocità e navigazione pura, dove ogni errore si paga caro e ogni metro va conquistato.
A raccontarlo è Barbara Giordano della Novara Corse , direttamente dal cuore del deserto.
La giornata si è sviluppata su prove speciali con medie elevate, tra piste di pietraie, tratti di sabbia insidiosa e continui attraversamenti di letti di fiume prosciugati. Ma più della guida, a fare la differenza è stata la navigazione: nel sud del Marocco le tracce si perdono nel nulla e orientarsi diventa una sfida nella sfida.
Il momento decisivo è arrivato nel finale, con l’ingresso nelle iconiche dune alle porte di Merzouga. Sabbia soffice, pendenze improvvise e temperature in salita hanno trasformato gli ultimi chilometri in una vera trappola: “La quasi totalità delle vetture è rimasta insabbiata”, racconta Giordano. Una selezione naturale, dove resistenza, strategia e sangue freddo hanno fatto la differenza.
Nonostante le difficoltà, l’equipaggio è riuscito a mantenere la rotta senza errori: tutti i waypoint centrati e controlli orari rispettati. Un risultato che vale oro in una tappa del genere e che consente di restare agganciati alla parte alta della classifica. Il bilancio? Solo quattro posizioni perse, dalla 18ª alla 22ª: un prezzo contenuto considerando la durezza della prova.
Il rally però non concede tregua. All’orizzonte c’è già la quarta tappa: 248 chilometri da Merzouga a Tafraoute Sidi Ali. Un altro banco di prova, dove la costanza potrebbe diventare l’arma decisiva per risalire la classifica.



